mercoledì 5 dicembre 2018

I club della nostra classe.



Quest'anno la nostra maestra ha deciso di organizzare “Il club del libro”, un club dove ogni terzo giovedì del mese raccontiamo i libri che abbiamo letto a casa durante le quattro settimane; ad esempio Harry Potter, Geronimo Stilton, ecc.
Lo facciamo a scuola nella nostra classe, di solito dopo le 10.30 con la maestra Silvia.
I libri più belli secondo noi sono: quelli di Louis Sepulveda ( “La gabbianella e il gatto”, “Il gatto che diventò amico di un topo e altre storie” ) perché le sue storie sono molto avventurose, quelli di Tea Stilton ( “Amiche per la moda” ) perché parlano di sei amiche che hanno in comune la passione per la moda e la loro grande amicizia, quelli di Angela Nanetti ( “Viola dai cento castelli” ) perché sono molto avventurosi e perché quando la protagonista si arrabbia disegna dei castelli dove trasferisce la sua rabbia e lei torna felice.
Visto che quest' idea del club ci piaceva molto, alcuni compagni hanno cominciato un altro club dedicato ad Harry Potter. L'hanno formato perché il protagonista delle sue storie piace a più di metà classe. In questo club per prima cosa si fanno le iscrizioni, per chi è interessato, poi si fa un test per dividersi nelle quattro case della scuola di magia e stregoneria di Hogwarts (GRIFONDORO – CORVONERO – TASSOROSSO – SERPEVERDE), poi giochiamo come se fossimo a Hogwarts; facciamo finta di avere gli scacchi magici e i pastelli o i legnetti li usiamo come se fossero bacchette magiche, perché così anche la nostra scuola sembra un po' magica....
Vorremmo continuare con questi club perché è bello confrontarci sui libri che abbiamo letto e scambiarci idee ed emozioni.

 (Asmaa, Emma e Matilde 5^ C)

giovedì 15 novembre 2018

Giocare a calcio insegna a stare insieme.



Nei momenti liberi che abbiamo a scuola parliamo della nostra passione: il calcio.
Ci ritroviamo nel cortile a scambiare figurine, a parlare delle squadre del cuore e ad organizzare partite di calcio con gli altri compagni della 5B e 5A.
È un momento dove tutti possono giocare anche se non sempre andiamo d’accordo!
Sicuramente dobbiamo migliorare il nostro comportamento nel gioco ma soprattutto, in queste occasioni, impariamo a vivere insieme agli altri, perché se il calcio è un gioco di squadra, in una squadra si deve andare d' accordo per poter fare goal !!!

Un saluto dal nostro gruppo: Luis, Abdalla, Diego e Silvio della 5C.

martedì 13 novembre 2018

Una brutta avventura

Qualche settimana fa, andando a scuola, una macchina ha investito me e le mie sorelline...
Latasha era nel passeggino e non si è fatta nulla; io mi sono sbucciata un pochino la gamba destra e zoppicavo, ma Laurelynn si è fatta molto male, perchè si è rotta una gamba.
Sono arrivati i carabinieri, due ambulanze e i vigili del fuoco a bloccare la strada.
Siccome è accaduto a pochi metri dalla scuola dell'infanzia dove vanno le mie sorelline, le maestre ci hanno fatto entrare e ci hanno offerto tè caldo e biscotti per calmarci, mentre la prima ambulanza portava via mia sorella Laurelynn d'urgenza a Pavia. 
La seconda ambulanza poi ci ha portate in ospedale qui a Vigevano: ci hanno visitate e ci hanno detto di restare a casa tranquille per una settimana.
Quando son tornata a scuola qualche giorno dopo, le maestre mi hanno abbracciata forte forte e ho trovato delle bellissime sorprese da parte dei miei compagni: su alcuni fogli avevano scritto le loro firme, augurandomi di tornare al più presto; Desi mi aveva fatto un bellissimo disegno con un arcobaleno ed Emma, Asmaa e Bea mi avevano preparato un biglietto con scritto TI VOGLIAMO BENE! E Rebecca (che abita abbastanza vicino a me) in quei giorni mi ha fatto visita, portandoci dei cioccolatini!
Per fortuna è finito tutto bene... Anche se lo spavento è stato grande, è stato bello vedere che i miei amici mi sono sempre vicini!
Grazie a tutti!!!
(Sandra 5^C)

giovedì 8 novembre 2018

Un albero per amico.


 
Abbiamo conosciuto questo albero in terza (mentre pianificavamo di conquistare la scuola).
Non avevamo voglia di giocare a nascondino e siamo andate dietro la scuola. Stavamo parlando delle piante e abbiamo visto un albero particolarmente bello, ma con il  muschio tutto secco, così siamo andate a prendere dell’acqua e lo abbiamo annaffiato. Dopo qualche giorno il suo muschio era perfetto e dato che ci eravamo affezionate a lui e ogni giorno andavamo a vedere come stava, decidemmo di dargli un nome: Radice Radichetta.
Promettemmo solennemente che ce ne saremmo prese cura noi. Un giorno, mentre stavamo andando da Radice, notammo che gli mancava qualche pezzo di corteccia, così chiedemmo ad una nostra amica se aveva visto qualcuno strapparla: lei ci rispose di sì, ma che non aveva visto bene chi era stato.
Così decidemmo di tenere sotto controllo Radice e fare un’imboscata al responsabile della malefatta (tutto per il nostro amico albero😊).
Il cattivo però non si fece vedere e il nostro povero Radice stava peggiorando ☹. 
Dovevamo assolutamente scoprire chi era stato!
Il giorno dopo scoprimmo che ad aver strappato la corteccia era stato un bambino di seconda con un bastone, gli chiedemmo perché l’avesse fatto e il bambino rispose dicendo che non lo aveva fatto apposta e che stava solo cercando di rimetterlo apposto. Noi lo perdonammo, ma ad una condizione: non doveva mai più staccare la corteccia ad un albero.
In quarta, invece trovammo una vespa a fianco ad un pino così prendemmo un bastoncino, da terra, la prendemmo e la portammo da Radice, dato che era inverno la vespa era tutta infreddolita e tremava, così la mettemmo sul muschio dell’albero. Alle 16:30 andammo a vedere come stava ma la vespa non si muoveva.
Comunque tornando a Radice vi descriviamo come è fatto: è ALTO, è ricoperto da un muschio bellissimo e quasi sempre ha delle strisce di bava di lumaca e ha delle radici enormi, dove noi ci camminiamo.
 Quando andiamo a trovare Radice dobbiamo stare in guardia, perché di solito il resto della classe rientra e noi siamo ancora fuori a giocare, quindi in questi giorni non stiamo molto tempo insieme al  nostro albero, ma giochiamo intorno alla scuola (però lo salutiamo). 
Stare con Radice ci fa stare bene: siamo felici😊, ci sentiamo protette e ci fa sentire ascoltate 😊

(Nina e Ceciotta della 5C)

mercoledì 17 ottobre 2018

Il Palio delle Contrade di Vigevano

(il Beato Matteo Carreri)
Nella nostra città, da molti anni ormai, si svolge il "Palio delle Contrade", una manifestazione in occasione della festa del nostro patrono, il Beato Matteo... Ma andiamo con ordine...
Ogni anno nel mese di ottobre, precisamente la seconda domenica, ci festeggia appunto il nostro patrono, perchè 39 anni fa alcuni vigevanesi appassionati di storia, e soprattutto di quella della propria città, hanno pensato di organizzare dei giochi che potessero riprendere quelli che si facevano al tempo di Ludovico il Moro, signore di Vigevano, oltre che di Milano. Il tutto con costumi rinascimentali!!!
Ecco allora che 9 parrocchie cittadine si mobilitarono: ad ogni parrocchia corrispondeva una contrada, cioè una zona, un rione della città, e si fece una corsa con una carriola intorno ad un percorso preciso di alcune vie del centro. Era l'11 ottobre 1981: il successo fu tale che da allora le contrade sono diventate 12, dal 1989 si decise di fare anche una sfilata pre-palio la domenica precedente (cioè la prima di ottobre) e dal 2001 la seconda domenica di maggio si tiene anche il Palio dei Fanciulli, con tanto di ricostruzione storica e giochi con protagonisti noi bambini.
E' una manifestazione davvero bella che attira tantissimi turisti e appassionati di storia locale ed è motivo di orgoglio per noi cittadini!
Io che frequento la parrocchia del Sacro Cuore, abbinata alla contrada di STRATA, già da 3 anni partecipo al Palio e quest'anno hanno sfilato anche i miei genitori...

"La Contrada di Strata, con i colori verde e bianco, reca sullo stemma un palo d'argento in campo verde. Il nome della Contrada significa "strada percorsa", strada di collegamento con località più note, nel nostro caso collegava il borgo di Vigevano alla strada che conduceva a Pavia. Era addossata alla Strada Coperta e compresa tra il Naviglio Sforzesco e la via Riberia. Conserva monumenti prestigiosi: la chiesetta di San Giorgio, costruita con il patronato della famiglia Colli, il palazzo dell'Ambasciatore in via Cairoli e, infine, nell'attuale territorio della Contrada, la cascina San Marco, in una zona ricca di terre fertili e coltivate anche a vigneti e frutta.
Il signore di Contrada era Giovanni de' Gusberti, proprietario terriero, notaio e procuratore, membro del Consiglio dei Dodici Saggi del Comune, fautore della pace con Francesco I Sforza.
Abbinata alle corporazioni dei massari, Strata era regione ricca di terre fertili e coltivate e famose erano le vigne della regione San Marco. Le coltivazioni più diffuse erano grano, marcite per foraggio, ortaggi, avena, luppolo e uva.
La Contrada mostra i lavori dei campi, l’aratura, la semina, la raccolta dei cereali o delle verdure negli orti.
La produzione tipica della Contrada è quella del vino. Viene presentato il "Rosso del Duca", vino bonarda rosso imbottigliato per arricchire le tavole sforzesche.
La Contrada offre inoltre altre specialità culinarie a base di uva, oltre a ricchi piatti di ortaggi tipici del territorio (insalate, verze,ecc.)" (fonte qui)
(Ludovico il Moro e consorte)
 (gli armigeri)
 (le amazzoni a cavallo)
Mi diverto davvero tanto ad immaginare d'essere una dama di quel tempo... 
Spero di farlo ancora anche quando sarò grande!
(Desiree 5^C)

giovedì 11 ottobre 2018

Una maglietta per il Verde Pulito.


Ciao a tutti dalla classe 5^A, vorremmo raccontarvi un fatto inaspettato che ci è accaduto.
Lo scorso anno scolastico abbiamo partecipato al concorso indetto dal Comune di Vigevano , nell'ambito della giornata dedicata al “Verde Pulito”, che prevedeva di creare uno slogan da scrivere su una maglietta. La nostra classe ha pensato: “ I rifiuti si moltiplicano…dividiamoli”, abbiamo poi disegnato dei contenitori  per il vetro, la carta, l’umido,….ritagliati, li abbiamo incollati sulla maglietta.
Bene , nel mese di maggio siamo stati premiati nell'Aula Consiliare del Comune alla presenza di varie autorità cittadine nella categoria “magliette” con vari gadgets e risme di carta per fotocopie. 
Inaspettata, invece, ( le nostre insegnanti non ce lo avevano detto ) è stata la premiazione al plesso Ricci avvenuta prima delle vacanze  natalizie. Sono nuovamente arrivate delle autorità cittadine : l’assessore Pigola, l’assessore Moreschi, il Sindaco Sala e l’Amministratore Delegato ASM-ISA  dott. Tognon. Noi alunni non capivamo perché dovessimo andare in atrio a cantare l’Inno della scuola ed un’altra canzoncina che parlava della natura quando,…. il signor  Tognon ci ha comunicato che la nostra maglietta vincitrice del concorso “Verde Pulito” era stata riprodotta con stampa digitale  e che ciascuno di noi ne avrebbe ricevuta una.
P.S.: una maglietta l’abbiamo inviata al nostro nuovo Preside dott. Camola; magari la indosserà in qualche momento di svago.
(Elisa, Alberto e Tommaso 5^A)

martedì 2 ottobre 2018

Fiona May


Nasce nel Regno Unito il 12 dicembre 1969 da genitori giamaicani.
Diventa cittadina italiana dopo il matrimonio con il suo allenatore.
E’ l’atleta italiana che più volte è salita sul podio ai campionati del mondo di atletica leggera nella specialità salto in lungo vincendo due ori, un argento e un bronzo.
Vince due volte l’argento alle Olimpiadi. Ai successi sportivi si sommano importanti riconoscimenti pubblici: nel 2000 viene nominata Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana dal Presidente Ciampi.
Nel 2014 viene nominata dalla FIGC (Federazione Italiana Gioco Calcio) consigliere per l’integrazione e le politiche contro le discriminazioni razziali.
E’ laureata in materie economiche e vive vicino a Firenze.
E’ mamma di Larissa, stella nascente dell’atletica, e di Anastasia. Una volta conclusa la carriera sportiva si è dedicata al mondo dello spettacolo.

Il racconto della sua vita e, in particolare, l’episodio di una delle sue prime sconfitte sportive hanno suscitato in noi grande ammirazione.
Di Fiona ci ha colpito particolarmente la sua determinazione perché con attenzione ha seguito i consigli del suo allenatore.
Si è arrabbiata, inizialmente e molto, proprio come capita a noi quando non riusciamo bene in qualcosa.
Questo racconto infatti ci ha insegnato anche che non bisogna mai arrendersi nelle difficoltà, ma insistere avendo fiducia in noi stessi.

 (Angelica, Chiara e Simone della VB)